“Chiudere la legislatura con cantieri nucleari avviati e siti individuati”.
Sono dichiarazioni di queste ore del Vicepremier Matteo Salvini che riportano il tema del nucleare al centro del dibattito nazionale.
Parole che arrivano in un territorio come Montalto di Castro e Pescia Romana, che negli anni è stato protagonista – nel bene e nel male – delle politiche energetiche italiane. Un territorio che, anche alla luce dell’esito referendario, si è espresso in linea con le posizioni dell’attuale governo e che oggi è amministrato da una giunta con esponenti di quell’area politica.
Ed è proprio per questo che riteniamo necessario aprire una riflessione seria e pubblica.
Negli ultimi anni ci è stato detto che la transizione energetica passava anche – e soprattutto – dai territori. Che era necessario mettere a disposizione superfici, accogliere impianti, contribuire in modo concreto allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
E così è stato.
Abbiamo visto cambiare il volto del nostro territorio, con ettari ed ettari destinati alla produzione energetica. Una trasformazione che ha inciso sul profilo agricolo e turistico di Montalto, ridefinendo equilibri storici e prospettive economiche.
Ma oggi, alla luce delle nuove dichiarazioni sul nucleare, emerge una questione che non può essere ignorata.
SE QUESTO È L’INDIRIZZO, C’È UNA FALLA NELLA NARRAZIONE.
Perché da un lato ci viene chiesto di sostenere la transizione energetica attraverso le FER, dall’altro si rilancia il nucleare come asse strategico nazionale.
E allora è legittimo chiedersi: quale sarà il ruolo reale dell’energia prodotta da fonti rinnovabili?
RISCHIA DI DIVENTARE INSIGNIFICANTE, O SOLO UN ELEMENTO DI CORREDO, RISPETTO A UNA SCELTA PIÙ AMPIA?
Se così fosse, per un territorio come il nostro sarebbe difficile non parlare di una contraddizione evidente.
Aver inciso profondamente sul paesaggio, sull’identità agricola e sulle potenzialità turistiche, per poi ritrovarsi dentro un nuovo scenario energetico che cambia ancora una volta direzione.
PER MONTALTO SAREBBE UNA BEFFA.
Per questo riteniamo che un’amministrazione comunale debba essere nelle condizioni di fornire risposte.
Non può limitarsi ad apprendere le notizie dai giornali, come qualsiasi cittadino. Deve poter contare su un dialogo costante con le istituzioni regionali e nazionali, anche a livello centrale, per rappresentare e tutelare il proprio territorio.
Oggi più che mai serve chiarezza. Serve capire quale direzione si intende prendere e quale ruolo è previsto per territori come il nostro.
PER QUESTI MOTIVI RITENIAMO CHE SIA IL MOMENTO DI CONVOCARE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA.
Un momento di confronto vero, trasparente, con istituzioni, tecnici ed esperti, per avere finalmente un quadro chiaro sul futuro energetico che ci attende.
Perché un territorio che ha già dato molto ha il diritto di essere informato, ascoltato e coinvolto nelle scelte che ne determineranno il domani.
IL FUTURO NON SI SUBISCE, SI COSTRUISCE.
No Fotovoltaico Selvaggio Montalto e Pescia
Cristina Volpe Rinonapoli
